I fiori di Bach: solo acqua fresca?

La floriterapia è solo “acqua fresca”?

Ciclicamente viene pubblicato un articolo sui quotidiani che ci spiega come non ci sono dati scientifici sulla efficacia di molti rimedi complementari, proprio perché in studi chiamati “a doppio cieco” non ci sono risultati apprezzabili sulla validità di questi prodotti rispetto al placebo, all’acqua.

Che cosa significa effettuare uno studio in “doppio cieco”? A livello pratico vuol dire che per studiare, per esempio, l’efficacia di un medicinale sulla depressione, si prenderanno un tot persone volontarie. A metà di loro verrà dato il principio attivo che si vuole sperimentare, per esempio la Fluoxetina (es . Prozac), all’altra metà verrà dato un placebo, ovvero una sostanza senza principi attivi (potrebbe essere acqua).

Né il paziente, né il medico sanno se alla persona verrà data la sostanza attiva o il placebo. Si studiano i risultati e si vede se c’è una percentuale di miglioramento nettamente superiore tra le persone che hanno assunto la sostanza attiva rispetto alla sostanza placebo . La stessa cosa viene fatta se si vuole sperimentare per esempio i fiori di Bach. Cosa risulterà? Ve lo posso già dire io prima di fare la sperimentazione: non saranno riscontrabili differenze significative tra il placebo ed il fiore. Questo perché la floriterapia non si prescrive in base ai sintomi come invece avviene per medicina ufficiale. La floriterapia non è sintomatologica.

Se usiamo la floriterapia sotto un profilo meramente sintomatico, non farà effetto . Così come altre terapie complementari i fiori vengono consigliati in base alla personalità di chi si rivolge al professionista . Quindi se vengono 5 persone diverse è molto probabile che avranno bisogno di 5 composizioni di fiori diverse, pur soffrendo tutte della stessa sintomatologia. Ma è questa la forza della floriterapia: accorgersi che ognuno di noi è un mondo a se stante, e guardare la persona nella sua totalità.

Allo stesso modo funziona la psicoterapia. +

Si dice che ci sono tante psicoterapie quanti sono gli psicoterapeuti, e in un certo senso è vero. Partendo dal presupposto che ogni professionista della salute mentale ha frequentato una scuola di specializzazione (sistemica, cognitivista, analitica, etc.) dopo la laurea (in psicologia o medicina), è altrettanto vero che poi ognuno ha seguito corsi e fatto esperienze che, volente o nolente, vanno ad influenzare il suo modo di fare terapia.

Non esistono cure “oggettive” in quella che è la sfera delle emozioni, anche se, vivendo in un’epoca in cui hanno valore solo le terapie che vanno sotto l’etichetta di “scientifico”, tendiamo a crederlo.

In realtà la scienza è un modo di vedere il mondo ed ha un suo linguaggio, ma non è l’unico. È per questo che che floriterapia e psicoterapia possono collaborare efficacemente per aiutare le persone a raggiungere in modo armonioso il proprio benessere psicofisico, perché entrambe agiscono sull’unicità di ognuno di noi.

Dott. Katiuscia Melato, Psicologa, Psicoterapeuta, Formatrice, socia Aipsit (Associazione Italiana Psicoterapia Transculturale).

E-mail katiusciamelato@gmail.com

Dott. Lazzarin Meira, Farmacista, Floriterapeuta iscritta al RIF e alla scuola italiana di floriterapia.

E-mail meiralazzarin@gmail.com

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