Il piede piatto nell’adulto

Sulle “orme” del trattamento

Il piede piatto nell’adulto (tecnicamente definito valgismo del talo) può essere il risultato di un disturbo infantile non adeguatamente trattato in età pediatrica oppure di un progressivo cedimento delle strutture che sostengono l’arco plantare del piede.

In entrambi i casi l’effetto è quello di un appiattimento del naturale incavo del piede e di una conseguente variazione patologica dell’appoggio, con una relativa sofferenza di ossa e muscoli non solo del piede stesso ma di tutto l’arto inferiore.

Il trattamento conservativo consiste innanzitutto nell’uso di un plantare con sostegno dell’arco longitudinale, che si opponga alla caduta della volta, in modo da far assumere al piede passivamente una morfologia il più normale possibile.

In tal modo il piede viene sgravato dalle tensioni eccessive che vengono a crearsi sui tendini e sulle articolazioni, arrestando cosi’ l’evoluzione artrosica dello scheletro e la degenerazione dei muscoli e dei legamenti.

La fisioterapia è poi inoltre molto efficacie nel ridurre le tensioni e contratture muscolari spesso associate a questa condizione e nel rinforzare la muscolatura intrinseca del piede per migliorare l’appoggio non solo statico ma soprattutto durante il cammino.

Dott.ssa Marta Prota

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